Gli ausili per l’ipovisione

da | Dic 6, 2024 | Progetto "Occhio alla degenerazione maculare"

Lo scopo della riabilitazione visiva è quello di ottimizzare le capacità visive residue attraverso l’insegnamento di nuove strategie e facendo capo all’utilizzo di ausili specifici al fine di consentire alle persone con disabilità visiva di raggiungere e mantenere un adeguato livello di autonomia personale e una soddisfacente qualità di vita. Gli ausili per ipovisione rappresentano una componente essenziale nell’assistenza dei soggetti ipovedenti, capaci di consentire loro il miglioramento delle capacità e la partecipazione alle attività quotidiane, sfruttando il loro residuo visivo, infatti vengono considerati come anello di collegamento tra la disabilità e il recupero dell’autonomia. Gli ausili vengono classificati in 3 grandi categorie:

  • Ausili non-ottici: filtri, sistemi di illuminazione
  • Ausili ottici: ingranditori
  • Ausili elettronici: assistive technologies

La scelta dell’ausilio è un momento di estrema importanza e deve tenere conto di diversi aspetti come la patologia del soggetto (se è presente un deficit visivo di tipo centrale, periferico o misto), l’acuità visiva residua, la presenza di plurihandicap, il livello cognitivo e motivazionale, la predisposizione e l’abilità all’eventuale impiego di ausili complessi e l’attività che il paziente intende svolgere, difatti esistono ausili diversi per compiti diversi. L’accettazione e l’effettivo utilizzo di un ausilio dipendono non solo dalla correttezza nella scelta dell’ingrandimento per il compito specifico, ma da una molteplicità di cofattori, fisici e relazionali. L’ingrandimento è la scelta più comunemente usata per sfruttare al meglio il residuo visivo, considerando però, anche lo stato della retina del soggetto ipovedente.

Gli ausili per la visione da lontano soddisfano esigenze come il riconoscere i volti, andare al cinema, guardare la tv, leggere numeri e parole lontane. Tra le attività che più spesso i pazienti vorrebbero recuperare nella visione da vicino ci sono quelle di lettura e scrittura, utilizzo di smartphone e computer, attività di svago come giocare a carte, ma anche hobby di precisione, taglio e cucito, modellismo, cucina o attività di cura quotidiana della casa. Inoltre, è importante l’utilizzo di filtri ottici che si basa sulla riduzione e/o eliminazione delle radiazioni nocive senza l’alterazione della percezione dei colori, sulla riduzione dell’abbagliamento e fotofobia e calo dei sintomi associati a condizioni oculari che compromettono la qualità della visione.

Sono stati studiati in campo di filtri elettromedicali, dei filtri protettivi con diversa colorazione cromatica che bloccano il fascio luminoso a diverse lunghezze d’onda, con l’obiettivo di limitare il senso di abbagliamento. La prescrizione del filtro si basa su test clinici come l’acuità visiva e la sensibilità al contrasto, ma riveste particolare importanza, la prova soggettiva indoor e outdoor in cui è la risposta diretta del paziente che guida la scelta del filtro.

 

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