L’ipovisione rappresenta una condizione derivante da una minorazione visiva centrale, periferica o mista che colpisce milioni di individui in tutto il mondo, minando la loro autonomia e qualità della vita. L’ipovisione, definita come una riduzione dell’acuità visiva al di sotto dei limiti normali non migliorabile con chirurgia o lenti ottiche, pone sfide quotidiane uniche e complesse. Questa condizione impatta non solo sulla mobilità e il riconoscimento dei volti, ma anche sullo svolgimento delle attività quotidiane, limitando inoltre la sfera sociale, privata e lavorativa. Facile desumere che la percezione del mondo, per questi soggetti, assuma significati differenti rispetto a coloro che hanno una visione normale.
Secondo il Rapporto ISTAT Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione europea del 2019 le gravi limitazioni visive colpiscono mediamente il 2,1% della popolazione dell’Unione Europea dai 15 anni in su, mentre a partire dai 65 anni si arriva al 5,6% e dai 75 anni all’8,7%. In Italia le cifre sono in linea con l’UE: l’1,9% i soggetti con età superiore ai 15 anni soffre di gravi limitazioni sul piano visivo. Questa percentuale sale al 5,0% tra chi ha più di 65 anni e all’8,0% tra chi ha più di 75 anni. Per quanto riguarda le limitazioni moderate nella vista, ne soffre il 16,7% della popolazione (il 28,8% di chi ha più di 65 anni e il 33,9% di chi ha più di 75 anni). Dunque, se si sommano le limitazioni visive moderate a quelle gravi, complessivamente ne soffre il 18,6% della popolazione, percentuale che sale al 33,8% tra gli ultrasessantacinquenni e al 41,9% tra gli ultrasettantacinquenni.
Possono essere imputate a diverse patologie. Tra queste, quelle di maggiore incidenza sono:
- GLAUCOMA: Il glaucoma è una malattia cronica progressiva che, in base alle ultime stime dell’OMS, colpisce 55 milioni di persone nel mondo ed è la prima causa di cecità irreversibile. Si calcola che in Italia circa un milione di persone ne siano affette, ma una persona su due ancora non ne è al corrente. Il glaucoma è caratterizzato da danni al nervo ottico generati dall’aumento della pressione dell’occhio e dalla morte delle cellule ganglionari retiniche; la conseguente perdita delle fibre del nervo ottico impedisce il trasferimento delle immagini dalla retina alle vie ottiche e porta progressivamente alla cecità.
- DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETÀ (AMD): è una malattia degenerativa molto diffusa nei paesi industrializzati con incidenza pari allo 0,2% nei soggetti di età compresa tra i 55 e i 64 anni, fino a raggiungere il 13% nella popolazione di età superiore a 85 anni. La degenerazione maculare fa sì che ci sia un danneggiamento della macula, cioè la parte centrale della retina. Questa malattia sta emergendo come una delle principali cause di disabilità visiva nel mondo. È una patologia multifattoriale in cui si riconoscono fattori di rischio costituzionali, genetici e ambientali. La diagnosi viene fatta con l’esame del fondo oculare durante una visita oculistica e se necessaria, l’integrazione di esami strumentali come OCT e/o fluorangiografia retinica. Un test di autodiagnosi è il test di Amsler: facile da eseguire e utile per il monitoraggio della patologia.
- La RETINOPATIA DIABETICA è una complicanza del diabete ed è legata ad alterazioni vascolari della circolazione retinica. Nei Paesi industrializzati è la principale causa di ipovisione e cecità nei soggetti in età lavorativa (20-65 anni). Si riconoscono due forme: non proliferante e proliferante. A volte la retinopatia diabetica porta ad un calo progressivo della vista fino all’ipovisione e alla cecità, mentre in altri casi rimane priva di sintomi soggettivi. I sintomi più comuni della retinopatia diabetica sono: difficoltà nella percezione dei colori; vista offuscata; miodesopsie; scarsa visione notturna e calo del visus.
- MALATTIE EREDITARE: alcune patologie visive possono essere ereditate geneticamente, come la retinite pigmentosa e alcune forme di distrofia corneale.

